Sono numeri positivi, ma inferiori alle attese

Sono numeri positivi, ma inferiori alle attese, quelli comunicati da Microsoft per il suo ultimo trimestre (il terzo dell’anno fiscale 2016): Wall Street non sembra sia rimasta particolarmente ben impressionata dalle cifre snocciolate da Satya Nadella e compagni, e ha punito il titolo nelle contrattazioni after-hours. I numeri di Redmond sono positivi, come detto, ma in Borsa si attendeva un performance ancora superiore: e il cloud, da tutti considerato il futuro dell’azienda fondata da Bill Gates, mostra un leggero appannamento che da qualcuno viene giudicato preoccupante.

In totale i numeri dicono che Microsoft è riuscita a concludere un trimestre con un fatturato di 22,1 miliardi di dollari (in calo rispetto allo stesso periodo del 2015), sul limite superiore della stima comunicata in precedenza, e con un guadagno per azione pari a 0,62 centesimi di dollaro. Le aspettative degli analisti non erano poi di molto superiori, visto che si attendeva 0,64 centesimi per azione, e Microsoft ha giustificato questa defaillance con la necessità di pagare più tasse sugli introiti del previsto e con la debolezza del dollaro rispetto ad altre valute. Fattori che hanno contribuito a limitare la performance complessiva, che altrimenti avrebbe raggiunto e superato le aspettative di Wall Street.

Bene il cloud, che cresce dell’8 per cento con un fatturato di 6,1 miliardi di dollari: in questa divisione rientrano anche le attività di Office 365, così come Azure, ma è soprattutto il primo a dimostrare un buon appeal presso gli utenti visto che ha raddoppiato gli abbonati da 12 a 22 milioni in un anno. Microsoft resta inoltre un concorrente credibile per Amazon, che resta il numero 1 del settore, nel campo della fornitura di servizi IAAS e PAAS: su questo particolare business qualcuno avrebbe voluto vedere un progresso più significativo, ma il managment nella consueta call per commentare i numeri con gli analisti si è detto comunque soddisfatto (citando nuovamente la debolezza del dollaro come fattore che incide sulla crescita totale dei guadagni).

Venendo al settore consumer più tradizionale, c’è da registrare ancora un leggero calo di Windows che comunque riesce a venire fuori dignitosamente da un quadro generale per il mercato PC decisamente debole: perdere solo il 2 per cento in questa fase è una sorta di vittoria, poiché Microsoft non è la sola a doversi confrontare con un mercato desktop che attraversa una profonda trasformazione. Molto bene, invece, le vendite del 2in1 Surface che hanno fatto un balzo in avanti piuttosto significativo (più 61 per cento), mentre per gli smartphone Lumia è un mezzo tracollo (-48 per cento) che segna probabilmente la definitiva collocazione di questo prodotto a un terzo posto molto minoritario nel settore mobile. Bene, invece, Xbox: fresca la notizia della fine della produzione della 360, la One vende bene anche se i margini sono stati ridotti dalla recente nuova politica aggressiva sui prezzi.

 

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