IBM Italia…dirigenti e quadri

Partiamo dai manager: dopo una lunga trattativa in Assolombarda, si è convenuto di far scendere la platea dei dirigenti impattata dalla riorganizzazione dalle originarie 190 a quota 175 unità. Gli esuberi veri e propri sono adesso 90 che dovranno essere smaltiti in tre fasce: la prima comprende i profili pensionabili al termine dei 24 mesi di naspi che la legge mette a disposizione; la seconda le manager che possono beneficiare della cosiddetta “Opzione Donna”; la terza i volontari disposti a lasciare il posto di lavoro dietro incentivi fino a 30 mensilità, per un importo massimo di 300mila euro. Parallelamente Ibm e Federmanager hanno messo in piedi un piano di contenimento costi che passa per la possibilità di trasformare in part time al 70% le posizioni che maturerebbero i requisiti pensionistici nel 2021, l’abbassamento a quota 80mila euro lordi dei trattamenti per i dirigenti che percepiscono 90mila euro lordi l’anno, nonché il taglio al 50% delle cifre eccedenti i 100mila euro per i manager che percepiscono più di 100mila euro l’anno. Per i dirigenti che guadagnano meno di 90mila euro si profila invece il demansionamento a quadri e un taglio del 20% sulla retribuzione che non scenderà comunque al di sotto della soglia dei 52mila euro.

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