Bocciata l’acquisizione di O2 da parte UK-Hutchison

La Commissione Ue ha bloccato l’acquisizione della O2 di Telefonica da parte della 3G UK di Hutchison, per i “forti timori che clienti della telefonia mobile britannici avrebbero meno scelta e pagherebbero prezzi più elevati in seguito all’operazione, che danneggerebbe anche l’innovazione in un settore molto importante”. La decisione segue l’indagine aperta ad ottobre dall’antitrust Ue. I rimedi proposti da Hutchison “non hanno affrontato adeguatamente i seri timori Ue”, scrive Bruxelles.

“L’acquisizione avrebbe creato un nuovo leader del mercato britannico della telefonia mobile, rimuovendo un importante competitor e lasciando solo due operatori, Vodafone e BT’s Everything Everywhere (EE), a concorrere con la nuova entità. La riduzione significativa di concorrenza nel mercato avrebbe probabilmente portato prezzi più elevati per i servizi mobili e meno scelta per i consumatori”, scrive Bruxelles. Inoltre, l’acquisizione avrebbe avuto un impatto negativo sulla qualità dei servizi, danneggiando lo sviluppo delle infrastrutture delle reti mobili nel Regno Unito.

Infine, avrebbe ridotto il numero degli operatori mobili che acconsentono a ospitare altri operatori sui loro network. “Vogliamo un settore telecom competitivo, in modo che i consumatori possano godere di servizi innovativi ad un prezzo equo e con alta qualità. L’obiettivo del controllo delle fusioni e assicurare che non indeboliscano la concorrenza alle spese dei consumatori e dell’economia. Consentire la fusione Hutchison-O2 sarebbe stato negativo per i consumatori britannici e per il settore mobile”, ha detto la commissaria alla concorrenza Margrethe Vestager.

La decisione di Bruxelles preoccupa i vertici di Wind e 3Italia alle prese con una fusione al vaglio dell’Antitrust Ue che – anche in questo caso – vuole valutare se ci possono essere aumenti dei prezzi dannosi per i clienti dopo la fusione dei servizi in una joint venture. “La Commissione teme che l’operazione possa causare un aumento dei prezzi e una diminuzione dell’offerta e dell’innovazione per gli utenti di telefonia mobile in Italia”, si leggeva in una nota pubblicata da Bruxelles lo scorso 30 marzo.

I termini dell’operazione sono stati ricapitolati dalla stessa Ue: “L’operazione prevede la fusione di Wind, controllata di VimpelCom, e di H3G, controllata di Hutchison, che sono rispettivamente il terzo e il quarto operatore sul mercato italiano per la fornitura di servizi di telecomunicazioni mobili al dettaglio. Con la concentrazione il numero di operatori di rete mobile in Italia passerebbe da quattro a tre, creando il più grande operatore mobile per numero di clienti, seguito da due operatori di rete mobile di portata analoga, ovvero Tim e Vodafone”.

Per quanto riguarda il caso italiano, la Commissione sta valutando il fatto che alla joint venture potrebbero mancare gli “incentivi a esercitare una pressione concorrenziale significativa sugli altri concorrenti, con un conseguente aumento dei prezzi e un calo degli investimenti nelle reti di telecomunicazioni mobili”. In secondo luogo, si ridurrebbero gli operatori del mobile che ospitano altri operatori virtuali di rete mobile, sfruttando la rete fisica degli operatori quali gli stessi Wind e 3Italia.

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