Il settore IT britannico deve affrontare la Brexit

Il risultato a favore del Leave pone un interrogativo sul futuro di startup, Pmi, investitori e aziende. La lettera aperta contro la Brexit dei Ceo del mercato IT britannico

Il comparto IT con sede a Londra non ha nulla da guadagnare dalla ‪‎Brexit‬. Infatti, 34 tech leader, fra cui BT, Virgin Media, HPE, IBM e Microsoft, avevano appoggiato il ‪Remain‬, scrivendo una lettera aperta in cui spiegavano i rischi legati a uscire da un mercato composto da 500 milioni di abitanti. L’open letter era stata pubblicata sul Times.

La lettera aperta portava le firme di:

Michel van der Bel, UK CEO, Microsoft; Victor Chavez, CEO, Thales UK; Julian David, CEO, techUK;Andy Isherwood, MD UK and Ireland, HPE; Michael Keegan, SVP, head of EMEA product business and chairman UK & Ireland, Fujitsu;Tom Mockridge, CEO, Virgin Media; Gavin Patterson, CEO, BT;Cormac Watters, MD UK, SAP;David Stokes, CEO, IBM UK.

Il risultato a favore del Leave pone un interrogativo sul futuro di startup, Pmi, investitori e aziende. Il Leave apre le porte anche la disintegrazione del Regno Unito: Irlanda del Nord e Scozia potrebbero chiedere e ottenere un referendum per uscire da UK, per rientrare nella UE.

Una curiosità: settimana scorsa Google UK aveva segnalato che le ricerche online a favore del Leave avevano superato quelle sul Remain. Internet aveva già acceso i fari sulla Brexit, che oggi è diventata realtà, dopo il voto dei cittadini della Gran Bretagna al Referendum.

 

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