Arriva lo Tsunami ?

Alessandro Alfano è stato assunto in Poste nel settembre 2013 in piena era Sarmi: ingresso in Postecom per poi transitare nel 2015 in Poste Tributi. Infine è approdato nella controllante Poste Italiane. Ora è finito nelle carte dell’inchiesta Labirinto della procura di Roma che sta indagando su appalti e nomine pubbliche sospette: la Guardia di Finanza ha registrato una telefonata tra il faccendiere Raffaele Pizza e Davide Tedesco, strettissimo collaboratore del ministro dell’Interno che lo chiama in causa: “Pizza – scrivono le fiamme gialle – sostiene di aver facilitato, grazie ai suoi rapporti con l’ex amministratore Massimo Sarmi, l’assunzione del fratello del ministro in una società del Gruppo Poste”.

Il sistema funzionava così: “Gli amici e i parenti di politici e sindacalisti venivano assunti nelle sotto-società di Poste a cui l’azienda pubblica esternalizzava i servizi. E successivamente venivano poi incamerati nel personale. Senza alcun concorso pubblico né tantomeno forma di controllo da parte delle istituzioni”, continua Ribaudo. “Lo stesso è accaduto per il fratello di Alfano – aggiunge – Ma questo vale anche per le altre società, come Poste Vita, Poste Tim, Poste Pacchi che hanno dato la possibilità di fare mercimonio nelle società”. Non solo: “Si è arrivati ad assumere attraverso le società interinali, con un costo del 20% in più, per poi trasformare quelle assunzioni in stabilizzazioni”, prosegue Ribaudo.

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