Il labirinto

Aveva fatto un certo scalpore la sentenza emessa a marzo scorso dal Consiglio di Stato. Nonostante la decisione di Bankitalia e, successivamente del Tar, i giudici contabili di secondo grado avevano dato ragione a Silvio Berlusconi accogliendo il suo ricorso sul caso Mediolanum, ovvero l’appello presentato dall’ex presidente del Consiglio contro l’obbligo imposto da Banca d’Italia e Ivass a Fininvest di cedere la quota in suo possesso oltre il 9,9 per cento. Un miliardo circa da vendere immediatamente. E tutto perché aveva perso i requisiti di onorabilità. Ora, si scopre che qualcosa che riguarda quella sentenza, è contenuta nell’inchiesta Labirinto ed è riferibile proprio a Renato Mazzocchi, il funzionario di Palazzo Chigi, finito sotto accusa, che è considerato «il referente di persone interessate a concorsi pubblici e giudizi amministrativi».

Nella sua abitazione, e in quella di altri indagati, gli investigatori hanno trovato le bozze di diverse sentenze, e sospettano che siano state “aggiustate” in cambio di denaro. Mazzocchi aveva 247 mila euro ben nascosti all’interno di una confezione di spumante Ferrari, di una confezione di vino Cavalleri e di una scatola con il logo “Frittyna”, tutto collocato nel soppalco.

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