Le trote non finiscono mai

Alfano jr viene assunto nel 2013 a Postecom, società controllata al 100 per cento da Poste Italiane: stipendio da 160mila euro all’anno. Che diventano 180mila quando passa ad un’altra società del medesimo gruppo, Poste Tributi, nella veste di responsabile soluzioni di offerta e vendita. Nel frattempo, nel 2014, dal vertice di Poste sono usciti sia Sarmi, sia l’ex presidente Giovanni Ialongo. Il nuovo amministratore delegato è «Mr Agenda digitale» Francesco Caio, il supermanager individuato dal premier Matteo Renzi per risanare la holding, e sotto la sua gestione, nel maggio 2016, Alfano entra nella capogruppo Poste Italiane con un ingaggio di circa 200mila euro all’anno. I pm non hanno indagato nessun manager ma hanno inoltrato le carte alla giustizia contabile che, in presenza di eventuali illeciti, valuterà se presentare il conto.

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