Next Rembrandt

Andrea Pescino, Ad di Softjam quando ha presentato a Palazzo Tursi il progetto Digital Tree, fatto insieme al Comune di Genova, a proposito di  IA, ovvero Intelligenza Artificiale, di  Cognitive Computing, e dell’Internet of Things, termini difficili, ma non poi così lontani dal nostro quotidiano, è partito da un esempio del tutto inaspettato, da quello che è stato chiamato “Next Rembrandt”, ovvero il prossimo Rembrandt. Non si riferiva a un nuovo robottino, e nemmeno a qualche diavoleria di domotica o a automobili teleguidate, ma al famoso pittore olandese vissuto nel Seicento. Infatti lo scorso aprile ad Amsterdam è stato ripresentato  il suo autoritratto, realizzato nei nostri giorni, un progetto durato un anno e mezzo per fare vedere come le nuove tecnologie possono far rivivere l’opera di uno dei più grandi artisti della storia.

Come?

Si sono messi insieme sviluppatori, ingegneri, storici dell’arte, inclusa la Microsoft, per studiare più di 300 opere del maestro, per  realizzare un software in grado di interpretare la sua  tecnica insieme a un  stato  algoritmo;   poi sono stati utilizzati 148 milioni di pixel per ricreare il tutto in modo sorprendente. Si potrebbero aprire altri capitoli, come quello delle relazioni tra opera d’arte e tecnologia, tra numeri ed emozioni, ma non era l’ambito dell’incontro.

Pescino invece ha sottolineato che questa  è solo un delle infinite declinazioni, o meglio applicazioni dell’Intelligenza Artificiale, di quello che possono fare oggi i computer, e che presto , insieme all’Internet  of Things, coinvolgerà ogni settore della nostra vita, a cui oggi si stanno dedicando molte startup e creerà in una decina di anni circa  12 milioni di posti di lavoro.

E Genova non starà ferma a guardare, infatti pubblico e privato si sono uniti, in particolare SoftJam, (fondata nel ‘96 a Genova e cresciuta nell’ICT, ovvero l’Information  Communication Technology),  con PoliHub, incubatole del Politecnico di Milano,  Microsoft, insieme al Comune, per creare un incubatore di startup, chiamato appunto Digital Tree nei 1600 metri quadrati, divisi in quattro piani nell’edificio di  Viale Cembrano, a Sturla,di proprietà del Comune: “Tutto è cominciato con il bando  – ha spiegato   Emanuele Piazza Assessore allo Sviluppo Economico del Comune –  una delle nostre iniziative fatte per valorizzare il nostro patrimonio immobiliare con progetti rivolti alla cultura, alla tecnologia e al sociale, e in questo caso per fare sinergia con privati, e  sviluppare nuove opportunità di lavoro. L’idea è di aiutarle anche in quel periodo di crescita difficile dove si possa dall’idea al progetto e alle sue applicazioni nel mercato”.

Così l’edificio è stato affidato in concessione, per 4 anni a Softjam che dovrà ospitare e aiutare a crescere un gruppo di startup  attive nel settore dell’Intelligenza Artificiale, con un investimento di un milione e mezzo di euro da distribuire nei 4 anni: “L’Intelligenza Artificiale sta cambiando il mondo e stiamo assistendo alla IV rivoluzione industriale –   ha aggiunto Andrea Pescino – noi nel  Digital Tree oltre alle startup avremo anche una quarantina di spazi per il co-working; l’idea è quella di attrarre cervelli,  e mettere insieme nuovi talenti nel campo tecnologico”. Insomma l’industria 4.0, quella completamente interconnessa, e la Digital Transformation avranno una nuova base anche  a Genova che sarà operativa  già  nel   2017.

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